Nuovo PSR Sicilia: quali aziende possono ottenere contributi fino al 50%

La Regione Siciliana ha attivato il nuovo bando PSR – Intervento SRD13, uno degli strumenti più importanti per sostenere gli investimenti delle imprese agroalimentari.

Il bando mette a disposizione contributi a fondo perduto per aziende che vogliono modernizzare e ampliare le proprie strutture di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.

Capire se la propria azienda può partecipare è il primo passo per non perdere questa opportunità.


A chi è rivolto il bando

Il bando non è destinato alle aziende agricole che producono materia prima, ma principalmente alle imprese che si occupano di:

trasformazione di prodotti agricoli

confezionamento e conservazione alimentare

lavorazione industriale prodotti agricoli

commercializzazione e distribuzione agroalimentare

In pratica, aziende che trasformano il prodotto agricolo in un prodotto destinato al mercato.


Esempi di aziende che possono partecipare

Rientrano tra i beneficiari tipici:

aziende di lavorazione ortofrutta

imprese di trasformazione agrumi

aziende di confezionamento prodotti agricoli

imprese di trasformazione cereali

industrie di trasformazione prodotti agricoli

imprese agroalimentari con stabilimenti di lavorazione

Sono invece esclusi:

cantine vinicole

frantoi oleari (salvo specifici casi legati alle olive da mensa)

aziende che svolgono solo produzione agricola senza trasformazione


Quali investimenti sono finanziabili

Il bando sostiene investimenti di grande dimensione, tra 1,5 e 15 milioni di euro, come:

nuovi stabilimenti produttivi

ampliamento capannoni esistenti

nuove linee di lavorazione

macchinari industriali

celle frigorifere e impianti di conservazione

automazione e digitalizzazione processi

impianti per risparmio energetico

impianti da fonti rinnovabili per autoconsumo


Quanto contributo si può ottenere

Il contributo a fondo perduto può coprire:

fino al 50% dell’investimento per le PMI

fino al 40% per le grandi imprese

Parliamo quindi di contributi che possono arrivare a diversi milioni di euro per singolo progetto.


Perché prepararsi subito

Molte aziende iniziano a muoversi solo quando il bando è aperto. In realtà, i progetti che ottengono finanziamento sono quasi sempre quelli preparati in anticipo.

Un progetto ben costruito permette di:

ottenere punteggi più alti in graduatoria

ridurre errori e ritardi

aumentare le probabilità di finanziamento

accelerare l'avvio dei lavori


Come capire se la tua azienda può accedere

Ogni azienda ha una situazione diversa. Prima di investire tempo e denaro, è importante verificare:

se l’azienda rientra tra i beneficiari

se l’investimento è finanziabile

quale contributo può ottenere

come strutturare il progetto


Vuoi sapere se il tuo progetto è finanziabile?

Il nostro studio effettua un’analisi preliminare per verificare la possibilità di accesso al contributo e stimare l’investimento finanziabile.

 Richiedi una consulenza per valutare il tuo progetto PSR.


Autore: looka_production_216421634 7 luglio 2025
Molti imprenditori pensano che la diagnosi energetica sia solo un documento burocratico da tirare fuori quando arriva un bando o un incentivo. In realtà è uno strumento strategico per qualsiasi azienda che voglia ridurre sprechi, abbattere i costi e rendersi più competitiva sul mercato. Saper leggere, misurare e pianificare i propri consumi energetici è la base per investire in impianti rinnovabili, scegliere fornitori più convenienti e accedere a fondi pubblici in modo sicuro. 
Autore: looka_production_216421634 7 luglio 2025
Quando si parla di contributi a fondo perduto, molte imprese pensano subito ai pannelli fotovoltaici o alle batterie di accumulo, ma spesso ignorano uno dei costi più importanti — e strategici: la diagnosi energetica. Per il Bando Autoproduzione FER PMI 2025, la diagnosi non è solo obbligatoria: è anche una voce di spesa rendicontabile. Significa che puoi recuperare parte del suo costo grazie al contributo stesso.
4 luglio 2025
Ottenere fino al 50% di contributo a fondo perduto grazie al Bando Autoproduzione FER PMI 2025 è un’occasione concreta per abbattere i costi energetici e migliorare la competitività della tua azienda. Ma tra i requisiti più sottovalutati — eppure decisivi — c’è un documento spesso visto come una formalità: la diagnosi energetica . Chi pensa che basti allegare due fatture o un semplice prospetto di consumi sbaglia di grosso: la diagnosi è l’unico strumento tecnico che dimostra a Invitalia che l’impianto fotovoltaico o mini-eolico che stai progettando ha senso, è coerente con il tuo fabbisogno reale e rispetta i parametri di autoconsumo minimo richiesti dal bando. Senza una diagnosi aggiornata e ben fatta, la tua domanda rischia di essere irricevibile o di scivolare in fondo alla graduatoria. Cos’è davvero la diagnosi energetica Per il bando, la diagnosi è un’analisi dettagliata e certificata che fotografa la situazione energetica attuale della tua unità produttiva: Consumi storici (almeno ultimi 12 mesi) Distribuzione dei consumi tra reparti, macchinari e processi Individuazione di eventuali sprechi o inefficienze Stima del fabbisogno energetico futuro Calcolo dell’energia autoproducibile e autoconsumabile Non è un documento standard: dev’essere redatta da un tecnico abilitato secondo le norme UNI CEI, firmata e coerente con tutti gli altri allegati (preventivi, computo metrico, relazione asseverata). La diagnosi è anche l’unica base credibile per dimensionare bene l’impianto: un errore qui può farti perdere punteggio o, peggio, portare a un impianto sovradimensionato che non rispetta i vincoli di autoconsumo ➜ in quel caso, Invitalia può revocare il contributo. Esempio pratico Immagina un’azienda manifatturiera con consumi annui di 200.000 kWh. La diagnosi ben fatta stima che con un impianto da 120 kWp e un sistema di accumulo adeguato puoi coprire il 60% del tuo fabbisogno. Se non hai una diagnosi aggiornata e basi tutto su un preventivo generico, rischi di dichiarare un autoconsumo teorico del 90% che però non reggerà in fase di controllo ➜ in questo caso, Invitalia può ridurre la quota di contributo o annullarla. Perché farla subito Molte PMI aspettano di avere il preventivo di un fornitore prima di pensare alla diagnosi. È un errore: il fornitore deve dimensionare l’impianto partendo da dati reali, non da stime fatte a occhio. In più, la diagnosi è obbligatoria prima di caricare la domanda online: senza questo allegato, la pratica viene bloccata subito. Partire subito ti fa risparmiare tempo, chiarire quanta quota di contributo puoi chiedere e riduce i rischi di incongruenze tra relazioni tecniche, computi e schede Invitalia. Chi può farla La diagnosi energetica non può essere improvvisata in azienda o affidata a un consulente senza abilitazioni. Serve un professionista iscritto agli ordini tecnici competenti (ingegneri, periti) che conosca la normativa UNI CEI. In Studio Teknos, per esempio, prepariamo diagnosi complete integrate con la relazione asseverata e il computo metrico: un unico pacchetto, coerente dalla A alla Z. Affrontare un bando come l’Autoproduzione FER PMI 2025 senza una guida tecnica solida è uno degli errori più costosi che un’impresa possa fare. La diagnosi energetica non è una semplice carta da allegare: è la base su cui si regge l’intera domanda. Se è imprecisa o incoerente, rischi di perdere punteggio, vederti tagliare il contributo o addirittura essere escluso dalla graduatoria. Con Studio Teknos non affronti questa parte da solo. Siamo uno studio tecnico specializzato in impianti rinnovabili e bandi a fondo perduto. Prepariamo diagnosi energetiche dettagliate, tarate sul tuo fabbisogno reale, pronte a superare tutti i controlli Invitalia. Ma non ci fermiamo qui: ti seguiamo anche nella relazione asseverata, nel dimensionamento corretto dell’impianto, nei preventivi e in tutta la parte burocratica. In pratica, non rischi errori che possono costarti tempo e soldi. Non ti ritrovi con una pratica bloccata per un dettaglio tecnico. Non perdi settimane dietro a modifiche dell’ultimo minuto. Scegliere chi ha già esperienza concreta in bandi FER significa partire subito con il piede giusto: diagnosi fatta bene ➜ punteggio più alto ➜ contributo più vicino.