Autore: looka_production_216421634
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25 febbraio 2026
Requisiti, contributi e come presentare correttamente la domanda Il nuovo Bando Facility Parco Agrisolare 2026 rappresenta una delle misure più rilevanti per le imprese agricole e agroindustriali che vogliono investire in energia rinnovabile. L’obiettivo della misura è semplice ma strategico: trasformare i tetti degli edifici produttivi agricoli in superfici attive di produzione energetica, riducendo i costi aziendali e aumentando l’autonomia energetica delle imprese. Non si tratta soltanto di installare un impianto fotovoltaico. Si tratta di ripensare il modello energetico dell’azienda. Cos’è il Bando Agrisolare 2026 La misura rientra nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e finanzia l’installazione di impianti fotovoltaici su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale. La dotazione complessiva è pari a 789 milioni di euro, destinati alla concessione di contributi a fondo perduto per nuovi progetti. Una quota significativa delle risorse è destinata alle regioni del Mezzogiorno, tra cui la Sicilia, rendendo la misura particolarmente interessante per il territorio. Chi può accedere Possono presentare domanda imprenditori agricoli, imprese agroindustriali, cooperative agricole e soggetti costituiti in forma aggregata come reti d’impresa o comunità energetiche. È fondamentale che l’attività rientri nei settori agricolo, zootecnico o agroindustriale e che l’azienda sia regolarmente costituita, attiva e in regola con gli obblighi fiscali e contributivi. L’accesso non è automatico: la coerenza tra progetto proposto e attività svolta è elemento centrale nella valutazione. Quali interventi sono finanziabili Il bando finanzia impianti fotovoltaici installati sui tetti di edifici produttivi esistenti. Non è ammesso il consumo di suolo agricolo, quindi non sono finanziabili impianti a terra. Oltre all’impianto fotovoltaico, possono essere inclusi interventi complementari come sistemi di accumulo o opere strettamente funzionali all’efficientamento energetico dell’edificio, nei limiti previsti dagli avvisi attuativi. Il principio guida è l’autoconsumo: l’impianto deve essere dimensionato in modo coerente rispetto ai consumi energetici aziendali. I limiti di spesa Il decreto stabilisce un limite massimo di spesa per l’installazione dei pannelli fotovoltaici pari a 1.500 euro per kWp. Questo significa che il progetto deve essere strutturato in modo tecnicamente ed economicamente sostenibile. Un costo superiore ai massimali può determinare la non ammissibilità della quota eccedente. Quanto si può ottenere Il contributo è concesso in conto capitale e copre una percentuale significativa dell’investimento, variabile in base alla tipologia di impresa e alle condizioni previste dall’avviso. Parliamo di contributi che possono arrivare a coprire una parte rilevante del costo dell’impianto, riducendo drasticamente l’esborso effettivo dell’azienda. La misura non è un incentivo automatico: è un progetto che deve essere coerente, sostenibile e correttamente dimensionato. Tempistiche e realizzazione Una volta ottenuto il finanziamento, il progetto deve essere completato entro 18 mesi dalla concessione. Il rispetto delle tempistiche è essenziale. Ritardi o difformità possono comportare la revoca del contributo. La fase realizzativa richiede attenzione tecnica, controllo documentale e corretta rendicontazione. Cumulo con altri incentivi Il contributo può essere cumulato con altre agevolazioni pubbliche, purché non si finanzi due volte lo stesso costo e non si superino le intensità massime di aiuto previste dalla normativa europea. Questo è uno degli aspetti più delicati e spesso sottovalutati. Una gestione errata del cumulo può compromettere l’intero progetto. Come presentare correttamente la domanda La domanda viene presentata attraverso il portale del GSE, secondo le modalità indicate negli avvisi attuativi. Non si tratta di un semplice caricamento di documenti. È necessario predisporre: progetto tecnico coerente relazione descrittiva quadro economico dettagliato analisi dei consumi energetici documentazione amministrativa completa L’istruttoria valuta non solo la presenza dei documenti, ma la solidità complessiva dell’intervento. Perché è fondamentale una valutazione preliminare Molti progetti vengono penalizzati per errori evitabili: impianto sovradimensionato rispetto ai consumi sottovalutazione delle opere accessorie documentazione incompleta errata interpretazione dei massimali Il Bando Agrisolare richiede un approccio tecnico integrato, che tenga insieme progettazione energetica, normativa e sostenibilità economica. Non è una semplice operazione di installazione fotovoltaica, ma un investimento industriale che incide direttamente sui margini aziendali. Conclusione Il nuovo Agrisolare 2026 rappresenta un’opportunità concreta per ridurre strutturalmente i costi energetici delle aziende agricole e agroindustriali. La chiave non è solo accedere al contributo, ma progettare correttamente l’intervento, in modo che l’investimento generi valore reale nel tempo. Una valutazione tecnica preliminare consente di capire se il progetto è realmente ammissibile e quale contributo può essere ottenuto . Vuoi sapere se il tuo progetto è realmente finanziabile? I l Bando Agrisolare 2026 è un’opportunità concreta, ma solo se il progetto è costruito correttamente. Un impianto sovradimensionato, una valutazione economica superficiale o un errore nella documentazione possono compromettere l’accesso al contributo. Prima di presentare la domanda è fondamentale capire: se la tua azienda possiede tutti i requisiti quale potenza è realmente sostenibile in base ai consumi quale contributo puoi ottenere quale sarà il ritorno economico reale dell’investimento Il nostro studio effettua un’analisi tecnica preliminare