Fotovoltaico finanziabile con il PSR: come funziona davvero

Molte aziende agroalimentari stanno valutando l’installazione di un impianto fotovoltaico sfruttando il nuovo bando PSR Sicilia. Tuttavia, c’è ancora molta confusione su quando e come l’investimento è realmente finanziabile.

Capire bene le regole permette di progettare correttamente l’investimento ed evitare errori che possono compromettere l’accesso al contributo.


Il fotovoltaico è finanziabile dal PSR?

Sì, ma non come investimento autonomo.

Il fotovoltaico viene finanziato quando fa parte di un progetto più ampio di sviluppo aziendale, legato alla trasformazione o commercializzazione dei prodotti agricoli.

In pratica, il contributo non finanzia un impianto realizzato solo per produrre energia, ma un impianto funzionale allo stabilimento produttivo.


La regola principale: autoconsumo

Il principio fondamentale è semplice:

 L’energia prodotta deve servire all’azienda.

L’impianto deve essere dimensionato in base ai consumi reali dello stabilimento, e non per vendere energia alla rete.

Questo significa che:

l’impianto deve coprire il fabbisogno energetico aziendale

non può essere sovradimensionato per produrre energia commerciale

deve essere collegato all’attività produttiva


Perché il PSR incentiva il fotovoltaico

La Regione punta a sostenere aziende più competitive e sostenibili. Ridurre i costi energetici significa:

aumentare la redditività aziendale

proteggersi dall’aumento dei prezzi dell’energia

ridurre l’impatto ambientale

migliorare il punteggio in graduatoria

Le aziende agroindustriali hanno consumi energetici elevati, soprattutto per:

celle frigorifere

lavorazioni industriali

impianti di trasformazione

magazzini e conservazione prodotti

Proprio per questo il fotovoltaico diventa strategico.


Quali aziende ottengono i maggiori benefici

Gli impianti risultano particolarmente convenienti per aziende che operano in:

lavorazione ortofrutta

trasformazione agrumi

conservazione alimentare

surgelazione prodotti

lavorazione cereali e farine

confezionamento alimentare

trasformazione agroindustriale

In queste realtà, il consumo energetico è continuo durante l’anno.


Un esempio pratico

Immaginiamo un’azienda che realizza un investimento da 3 milioni di euro per ampliare lo stabilimento e installare nuove linee produttive.

All’interno del progetto viene inserito un impianto fotovoltaico da 500.000 €.

Con contributo PSR al 50%:

costo impianto: 500.000 €

contributo: 250.000 €

costo reale azienda: 250.000 €

Se l’impianto fa risparmiare 80.000 € all’anno di energia, il ritorno economico arriva in pochi anni.

Dopo, l’energia diventa un vantaggio competitivo permanente.


Perché progettare l’impianto insieme al progetto industriale

Un errore frequente è progettare il fotovoltaico separatamente dal resto dell’investimento.

Invece, quando viene integrato nella progettazione complessiva dello stabilimento, si ottengono:

dimensionamento corretto

migliore punteggio in graduatoria

maggiore efficienza energetica

riduzione dei costi futuri

Il progetto deve essere costruito in modo coordinato tra investimento produttivo ed energetico.


Come capire se il tuo impianto è finanziabile

Ogni azienda ha consumi, strutture e progetti diversi. Prima di progettare l’impianto è importante verificare:

se rientra tra gli investimenti ammissibili

quale potenza è finanziabile

come integrarlo nel progetto produttivo

quale contributo può essere ottenuto

Una valutazione tecnica preliminare permette di evitare errori e costruire un progetto solido.


Vuoi sapere se il tuo impianto può rientrare nel PSR?

Un’analisi preliminare permette di verificare se il tuo investimento può ottenere il contributo e quale risparmio energetico puoi raggiungere.

The body content of your post goes here. To edit this text, click on it and delete this default text and start typing your own or paste your own from a different source.

12 febbraio 2026
La Regione Siciliana ha attivato il nuovo bando PSR – Intervento SRD13, uno degli strumenti più importanti per sostenere gli investimenti delle imprese agroalimentari. Il bando mette a disposizione contributi a fondo perduto per aziende che vogliono modernizzare e ampliare le proprie strutture di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. Capire se la propria azienda può partecipare è il primo passo per non perdere questa opportunità. A chi è rivolto il bando Il bando non è destinato alle aziende agricole che producono materia prima, ma principalmente alle imprese che si occupano di: trasformazione di prodotti agricoli confezionamento e conservazione alimentare lavorazione industriale prodotti agricoli commercializzazione e distribuzione agroalimentare In pratica, aziende che trasformano il prodotto agricolo in un prodotto destinato al mercato. Esempi di aziende che possono partecipare Rientrano tra i beneficiari tipici: aziende di lavorazione ortofrutta imprese di trasformazione agrumi aziende di confezionamento prodotti agricoli imprese di trasformazione cereali industrie di trasformazione prodotti agricoli imprese agroalimentari con stabilimenti di lavorazione Sono invece esclusi: cantine vinicole frantoi oleari (salvo specifici casi legati alle olive da mensa) aziende che svolgono solo produzione agricola senza trasformazione Quali investimenti sono finanziabili Il bando sostiene investimenti di grande dimensione, tra 1,5 e 15 milioni di euro, come: nuovi stabilimenti produttivi ampliamento capannoni esistenti nuove linee di lavorazione macchinari industriali celle frigorifere e impianti di conservazione automazione e digitalizzazione processi impianti per risparmio energetico impianti da fonti rinnovabili per autoconsumo Quanto contributo si può ottenere Il contributo a fondo perduto può coprire: fino al 50% dell’investimento per le PMI fino al 40% per le grandi imprese Parliamo quindi di contributi che possono arrivare a diversi milioni di euro per singolo progetto. Perché prepararsi subito Molte aziende iniziano a muoversi solo quando il bando è aperto. In realtà, i progetti che ottengono finanziamento sono quasi sempre quelli preparati in anticipo. Un progetto ben costruito permette di: ottenere punteggi più alti in graduatoria ridurre errori e ritardi aumentare le probabilità di finanziamento accelerare l'avvio dei lavori Come capire se la tua azienda può accedere Ogni azienda ha una situazione diversa. Prima di investire tempo e denaro, è importante verificare: se l’azienda rientra tra i beneficiari se l’investimento è finanziabile quale contributo può ottenere come strutturare il progetto Vuoi sapere se il tuo progetto è finanziabile? Il nostro studio effettua un’analisi preliminare per verificare la possibilità di accesso al contributo e stimare l’investimento finanziabile. Richiedi una consulenza per valutare il tuo progetto PSR.
Autore: looka_production_216421634 7 luglio 2025
Molti imprenditori pensano che la diagnosi energetica sia solo un documento burocratico da tirare fuori quando arriva un bando o un incentivo. In realtà è uno strumento strategico per qualsiasi azienda che voglia ridurre sprechi, abbattere i costi e rendersi più competitiva sul mercato. Saper leggere, misurare e pianificare i propri consumi energetici è la base per investire in impianti rinnovabili, scegliere fornitori più convenienti e accedere a fondi pubblici in modo sicuro. 
Autore: looka_production_216421634 7 luglio 2025
Quando si parla di contributi a fondo perduto, molte imprese pensano subito ai pannelli fotovoltaici o alle batterie di accumulo, ma spesso ignorano uno dei costi più importanti — e strategici: la diagnosi energetica. Per il Bando Autoproduzione FER PMI 2025, la diagnosi non è solo obbligatoria: è anche una voce di spesa rendicontabile. Significa che puoi recuperare parte del suo costo grazie al contributo stesso.